FRANZ BECKENBAUER

Franz Beckenbauer
L’unico ad avere vinto il campionato del mondo sia da allenatore che da giocatore
E’ ad oggi) l’unico uomo ad aver vinto i Campionati Mondiali di calcio sia come giocatore che come allenatore: Franz Beckenbauer, il Kaiser. Ha vinto tutto, tranne la Coppa UEFA.
Beckenbauer nasce l’11 settembre del 1945 in un qurtiere operaio di Monaco, in Germania.
Nel 1955, alla giovanissima età di 10 anni, comincia a giocare per la squadra giovanile del FC Monaco 1906; dopo soli quattro anni, nel 1959, entra a far parte delle giovanili del Bayern di Monaco.
Nel 1962, a diciassette anni, lascia il lavoro come praticante assicuratore, per dedicare il proprio tempo al calcio, alla sua squadra, il Bayern. Nel 1964, debutta con il Bayern di Monaco vincendo per 4 a 0 contro il St. Pauli, ad Amburgo. Il 1965 è un anno molto importante per il Kaiser; infatti, debutta in Nazionale, con la Germania Ovest, a Stoccolma, Svezia, contro i padroni di casa, in una partita decisiva per le qualificazioni ai Mondiali del 1966 in Inghilterra.
26 settembre: l’occasione è unica, il palcoscenico ideale per farsi conoscere ai grandi livelli. Franz Beckenbauer non delude, la sua è una freddezza glaciale, gioca e lotta da grande campione. La Germania Ovest vince per 2 a 1, il Mondiale lo aspetta. Nel 1966, ai Campionati organizzati dall’Inghilterra, tutto il mondo scopre il Kaiser ed il ruolo da lui inventato: il libero d’attacco, che insieme al suo allenatore del Bayern, Taschik Cajkovski, stava sviluppando.
Ai mondiali inglesi è grande protagonista, segna 4 gol nel torneo; uno di questi, contro la Svizzera, è da ricordare: si lancia all’attacco insieme al compagno di squadra Uwe Seeler, è un dai e vai continuo e quando si trova di fronte al portiere svizzero Elsner che si lancia a sinistra, Beckenbauer scarta a destra e tira, è gol! In finale, nel tempio di Wembley, è bravissimo a marcare da vero mastino l’asso inglese Bobby Charlton; nonostante ciò, è l’Inghilterra a vincere il Mondiale. L’incontro finisce 4 a 2, dopo i tempi supplementari; il Kaiser ha perso la battaglia, ma una stella è nata nel firmamento del calcio internazionale. Con la sua nazionale, disputerà ben 103 incontri, tra il 26 settembre 1965, contro la Svezia, ed il 23 febbraio 1977, contro la Francia, un record! Nell’anno della delusione riesce però a vincere la Coppa di Germania, che permetterà al Bayern di disputare la Coppa delle Coppe l’anno successivo. Molti critici sostenevano che Beckenbauer, giocando da difensore, sprecasse il proprio
talento: ha sempre smentito tutti, il calcio stava cambiando, ed il suo ruolo innovativo gli permetteva di comandare le partite a suo piacimento: nessuno dimentica le sue micidiali discese e i suoi uno-due con il compagno Gerd Muller, azioni e goal rimasti negli annali del calcio come grandi pezzi da antologia. Willi Schulz, suo compagno ai mondiali del 1966, dice di lui: “Ha trasformato il calcio in una forma d’arte”. Nel 1967, da capitano, guida il Bayern di Monaco alla vittoria della Coppa delle Coppe contro il Glasgow Rangers, partita giocata a Norimberga e chiusasi con il punteggio di 1 a 0, dopo i tempi supplementari. Nel 1969, vince il campionato di calcio tedesco e la seconda Coppa di Germania, ma saranno gli anni 70 a dargli le massime soddisfazioni.

Nel 1970, ai mondiali messicani, nel pieno della propria maturità, incontra un’altra storica sconfitta, quella dell’indimenticabile semifinale contro l’Italia di Riva e Rivera, finita con la vittoria degli azzurri per 4 a 3, dopo i tempi supplementari, e giudicata dagli esperti “la partita più bella di tutti i tempi”.
Nel 1972, a Bruxelles, la Germania ovest, capitanata da un certo Franz Beckenbauer vince il Campionato Europeo, battendo, in finale, l’Unione Sovietica per 3 a 0. Il Kaiser attacca dal fondo e dimostra calma e visione di gioco impeccabili e, insieme a Muller e Wimmer (autori dei gol), crea il caos nella retroguardia sovietica. I tedeschi, con questa vittoria, si confermano squadra da battere, anche perché i prossimi Mondiali li avrebbero disputati in casa. La grazia e l’eleganza dei suoi movimenti in campo, unite ad un fisico atletico ed ottima visione di gioco, gli danno la possibilità di sfruttare ogni errore delle difese avversarie, procurando tante opportunità di gol. Quest’anno si corona con la nomina di Beckenbauer a “Miglior calciatore europeo dell’anno”, vince il Pallone d’oro, ma anche il secondo scudetto con il Bayern.
Nel 1973, vince nuovamente il campionato tedesco: è in una forma stupenda, aspetta il Mondiale che si disputerà l’anni successivo. Nel 1974, Beckenbauer detta legge, è il suo anno, quello che riesce ad ottenere è più di un Grande Slam; infatti vince scudetto e Coppa dei Campioni, ma al posto della Coppa nazionale, il Kaiser preferisce il Mondiale. Dopo aver vinto il terzo scudetto di fila, il Bayern si presenta a Bruxelles per la finalissima di Coppa Campioni; la partita finisce 1 a 1 contro gli spagnoli dell’Atletico Madrid, ma nella ripetizione dell’incontro (il regolamento non prevedeva ancora i rigori), i tedeschi battono con un sonoro 4 a 0 i madrileni. Il trofeo più importante vinto quest’anno è però la Coppa del Mondo. I tedeschi riescono a riportare la coppa in patria;

Franz Beckenbauer allenatore

sono passati vent’anni dal loro ultimo trionfo nella prestigiosa competizione e quest’anno sono anche gli organizzatori del torneo.
La finalissima è tra i padroni di casa e l’Olanda, del calcio totale, di Cruyff. L’avvio è tremendo, i tulipani partono all’attacco ed al 1′ minuto Cruyff è steso in area da Hoeness: è rigore e Neeskens mette in rete il gol più veloce segnato in una finale di Coppa del Mondo. La Germania non ci sta; dopo il pareggio di Breitner su rigore, arriva al 43′(sempre del primo tempo) il gol successo di Muller. La Germania ovest è campione del mondo, il Kaiser è il difensore-attaccante più invidiato.
Non ancora sazio, guida la sua squadra ad altri due storici trionfi in Coppa dei Campioni: prima battendo nel 1975, a Parigi, gli inglesi del Leeds United, con un facile 2 a 0, poi vincendo per il terzo anno consecutivo la competizione, questa volta ai danni del St. Etienne, a Glasgow nel 1976, anno in cui gli viene assegnato il secondo Pallone d’oro. Il 1976 non è ancora finito; in una doppia finale contro il Cruzerio, il Bayern si aggiudica anche la Coppa Intercontinentale: è l’apice della carriera di quello che possiamo definire il “Kaiser di tutti i titoli”. Tra il 1965 ed il 1977, gioca più di 396 incontri, segnando 44 gol per il Bayern di Monaco; gioca la sua ultima partita con la maglia della nazionale tedesca il 23 febbraio 1977, al Parco dei Principi di Parigi. Vince la Francia e Beckenbauer, a 32 anni, esce di scena, ma non abbandona ancora il calcio giocato. Nel 1977 viene accolto in America, gioca con la squadra di New York, al fianco di Pelè; comincia a vincere anche oltre oceano: infatti, nel 1977/78/80, arrivano i trionfi nel campionato di calcio statunitense, NASL Soccer Bowl, con la maglia dei Cosmos. Classe e popolarità di due campioni del loro calibro sono stati un vero e proprio veicolo promozionale per il calcio negli Stati Uniti.
Nel 1984, lasciato il calcio giocato, Beckenbauer è ambito da giornali ed emittenti televisive, fino a quando gli viene offerta la possibilità di allenare la nazionale maggiore. Succede a Jupp Derwall come commissario tecnico della Germania ovest: la scommessa è vincente. Dopo un secondo posto ai Mondiali messicani del 1986, sconfitta subita contro l’Argentina di Maradona per 3 a 2, la nazionale tedesca si prende la rivincita quattro anni più tardi.

Beckenbauer oggi

In Italia nel 1990, Matthaeus e compagni, guidati dal Kaiser versione tecnico vincente, battono l’Argentina per 1 a 0, negando a Maradona il secondo Mondiale consecutivo. Beckenbauer entra nella storia: nessuno fino a quel momento vantava un mondiale da giocatore ed uno da allenatore. Lasciata la panchina della nazionale nel 1993, dopo una breve parentesi come allenatore dell’Olympique di Marsiglia, torna al Bayern come vicepresidente.
Nel 1994, allena la sua squadra di una vita, la porta a vincere il campionato, divenendone poi presidente. Nel 1998, Franz Beckenbauer è nominato giocatore tedesco del secolo e boccia l’idea del regista Tony Wiegand di un film sulla sua vita.
Di Kaiser Franz si può dire che è stato il primo interprete del calcio.

FRANZ BECKENBAUERultima modifica: 2007-10-04T17:40:00+02:00da alexander1372
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